Waz Nu?

June 16, 2018 kroy
  • Loot of Gatescrollwizard Dungeon su Lgswd.it
    Gioca o perisci!
  • Spy Story Episodi 1, 2 e 3
    Commedia noir dai toni fantascentifici ma pecorecci.
    Un misto tra Casablanca, Harry Potter ed Enrico Montesano.
  • Giorgio Secondavita Episodio 1
    E se il futuro? Domandoni.
    Ma se si potesse tornare indietro, modificare, plasmare il proprio passato...

    Un mondo perfetto si profila per l'umanità, senza programmi pomeridiani in tv o suolette traspiranti. Una distopia ridicola in cui, vi dico subito, c'entra Davide Mengacci.
  • Tutto il resto accatastato
    Oblio, materiale là vicino alla panca degli addominali. Che non ho.
    La panca. Non gli addominali
    .
    Come per ogni buon trasloco, "metto a posto domani".


June 16, 2018 kroy

Spy Story Ep.1 - I still love you

Erano ormai le 21.10 e tutto sembrava avvolto da un'aura pericolosamente pacifica.
Dal televisore Maria De Filippi moderava la conversazione tra un grosso contadino di Lugano e una casalinga di Noicattaro in cerca di un compagno fedele che la porti al circolo del burraco senza troppe storie e senza guardare le diciottenni. Una modesta ma ordinata libreria esponeva la sacra Bibbia e la collezione completa di Geppo il diavolo buono.

Giovanni guarda nervosamente l'orologio. "Perchè il servizio in camera è sempre così lento e inaffidabile?"

Una volta dovendo un favore ad un pericoloso sicario di Pugnochiuso, dovette attendere quasi 3 ore per la consegna di due uova strapazzate e un chinotto, tanto che il lavoro al momento dell'arrivo del servizio in camera, era già bello che concluso; lui fuggito dalla finestra, il cameriere pallido in viso come le uova che portava nel vassoio ed il ragionier Filini, riverso nel sangue, reo di aver macchiato l'onore della figlia del boss; due pallottole ben piazzate tra le scapole con a fianco un biglietto da visita (in cartoncino, stampato in un supermarket): "Giovanni Grattini - Professional Killer - Chiuso il Lunedì".

Ancora uno sguardo ansioso all'orologio, già le 21.15. Anche il fedele compagno da polso sembra a disagio con la gestione del tempo, come se avesse passato gli ultimi 5 minuti a fare avanti e indietro con le lancette per puro dispetto.
Lentamente, Giovanni si alza dalla trapunta color latte del letto singolo, si avvicina alla giacca, appoggiata con cura su una sedia lì vicino (perchè il momento della fuga è imprevedibile e la giacca è importante per un killer) ed estrae un astuccio bordeaux in eco-pelle.
Avvicina con aria perplessa e scettica il bocchino della sigaretta elettronica alle labbra asciutte di sete.
"Se hai paura di morire, dovresti smettere di fare il killer" gli diceva sempre sua mamma Abelarda. E proprio non capisce come si era fatto infinocchiare da quella petulante venditrice porta a porta della SSSMM (Smoke Safe Smoke Much More) che vendeva accessori per smettere di fumare ed estintori.
Tutto per salvar vite che (a volte, vuoi il caso) tocca poi a lui di stroncare. Una boccata di aroma alla menta. Inspira, deglutisce.

D'un tratto, un colpo al cuore.
Quel profumo.

Un'onda si leva impetuosa nel suo petto. Non è la sigaretta col suo odore di menta di merda e, mentre lo pensa, sente gocce di sudore sulla tempia ed il corpo reagire a emozioni non proprie dell'istinto omicida, ma piuttosto della speranza e dell'illusione. La speranza è male, per quelli come lui.
Riacquista lucidità . Quel profumo non è immaginazione, è vivo e arrogante come se "Lei" fosse là con lui, nella stanza 14 dell'albergo "Tresette con la Piera". Una fragranza ammaliante di serate d'autunno, primavera ed estate che unendo i loro terpeni danno vita ad una quinta stagione, fatta di sussurri e momenti passati con Lei (l'inverno non ha odori, non rompete. NdMe).
Giovanni lascia posto al suo alter-ego senza scrupoli, appoggia la sigaretta elettronica sul comodino senza fare rumore, estrae la fida arma, sfregiata da tacche sul calcio in madreperla, ma impreziosita da alcuni adesivi dei Pokemon, spegne luce e TV e scalzo, si alza lentamente procedendo verso la porta.
Si concentra sui risultati conseguiti con enormi fatiche nel corso del suo addestramento in Siberia che lo rendono uno degli uomini più pericolosi sotto il metro e sessantotto di altezza. Un passo dopo l'altro, i calzini muniti di silenziatore di Giovanni si avvicinano all'ingresso, collaborando con la moquette verde e pungente perchè non vi siano rumori.
Un predatore.
L'uomo è in pochi attimi con la schiena sulla parete accanto all'uscio, silenzioso a parte i battiti del suo cuore che rimbombano nell'orecchio.
Il profumo è ormai così intenso che quasi lo infastidisce, lo spazientisce, allternando dentro di lui sentimenti primordiali di autoconservazione e affetto. Basta attimi, non ne posso più, ora agisco, pensa Giovanni, ora o mai più! La mano sulla maniglia in ottone si gira, la porta si spalanca ed in poche frazioni di secondo tutto è esposto, chiaro, accessibile.
La paura e la tensione si diradano, come nuvole che scappano da un temporale all'altro.
Lui, Giovanni, lei, Ada, di fronte, coi loro giocattoli pericolosi puntanti minacciosamente alle rispettive fronti, tutto immobile.

Lei sorride. Lui sorride.

Ed un istante dopo, il tempo ha ricominciato a scorrere, la porta è di nuovo chiusa, le pistole innocue abbracciate con amore sulla moquette. Ada lo travolge quasi suo malgrado spingendo entrambi sul letto ed il profumo ormai totalizzante lo avvolge, ricordandogli le notti e le missioni svolte assieme, prima che li separassero, prima della guerra.
Lei lo bacia con forza e Giovanni sente come altre volte prima di allora la mani, la lingua, le labbra di Lei che lo violentano e cercano di inglobarlo, mentre il naso in un incontro di Sumo col suo, spinge irrispettosamente per entrargli in faccia.
L'umido della bocca lo sconvolge e la lucidità lo abbandona e Lei è troppo intrigante e calda e umida e morbida e lui può solo accettare quel che succede, lasciando scorrere gli altri pensieri via (cose come Marco Columbro, il Cluedo di Scooby-Doo ed il sicario incaricato di ucciderlo quella notte, che Giovanni sperava di prendere di sorpresa).
Le mani si accarezzano prima gentilmente poi sempre con più forza, Ada si spoglia fissandolo, palesemente desiderosa dei suoi suadenti colpi di bacino, Giovanni frettoloso di giungere in punti di Lei tanto interni da sentirsi al sicuro da tutto quel dolore.
Durante quel dolce momento d'amplesso sulla trapunta color latte, Giovanni pensa che morire assieme ha un altro sapore e che assieme ad Ada - con Lei sì, è una cazzata, ma sì - in quel momento, può dimenticare la missione ed il terribile rischio che il sicario del Dott. Cagnozzo li possa trovare e freddare assieme, abbracciati, ma non più soli.

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Pikachu Pikachu: cominci da giovane con Mai Dire Banzai e finisci con un mostro mutante giallo che rompe ogni serietà in un racconto noir.

June 16, 2018 kroy

Spy Story Ep.2 - Strange kind of Woman

Giovanni suda. Tornato da pochi giorni dal suo addestramento in Siberia, trova il clima autunnale di Lodi fin troppo caldo.
Si asciuga con un fazzoletto la fronte imperlata di sudore e torna a guardare nel mirino.
La vittima è un influente imprenditore locale che senza sapere di essere osservato, si muove avanti e indietro nel suo lussuoso open space. La missione è semplice per un fuoriclasse come lui. Uccidere il suo uomo facendo sembrare il tutto un incidente.

Ancora sotto shock per il ritardo di diciannove ore del volo Alitalia dalla Siberia, che faceva sembrare le lotte a mani nude con gli orsi polari una non-stop di episodi dei Teletubbies, il killer combatte per tenere la mente sul suo compito e valuta pro e contro di tutti i modi in cui compiere il suo macabro dovere: potrebbe sparare un proiettile di gomma quando la vittima pulisce l'arma per simulare un colpo partito accidentalmente, oppure attendere che esca per strada e mirare a qualcosa che cada fatalmente sulla sua testa o avvicinarlo fingendosi una prostituta e inscenare dopo averlo strangolato un brutal face sitting troppo focoso. Tutte soluzioni praticabili.
Poi una luce lo avvolge, lo circonda ed il corpo lo abbandona. Non capisce come, ma tutto d'un tratto non è più lui. E' un altro. Si trova in una camera ed ha paura e soffre per le pallottole che ha nelle gambe. Indietreggia sul pavimento, lasciando una scia angosciante di sangue dietro di lui, il terrore lo fa allontanare da qualcuno, qualcuno che lo insegue, nella penombra di quella stanza. L'aggressore fa qualche passo verso la luce e mentre ricarica l'arma per finire il lavoro svela parte del suo viso. E' una donna. Bellissima, coi capelli corti e gli occhi neri. E' Ada.
Ada con fare glaciale ricarica l'arma e spara in viso alla sua vittima.
Giovanni torna con la mente, lucido, al suo imprenditore, al fucile, al volo Alitalia, ai lavandini che gli uomini possono usare come bidet e le donne no (no, questa è un'altra cosa, colpa mia. ndMe).
Cos'era successo? Perchè aveva un ricordo simile? Giovanni avrebbe giurato di aver vissuto davvero quei momenti, quel dolore ed aver visto Ada, pur non avendo mai vissuto nulla di simile. Ada è viva? Non aveva sue notizie da cinque anni. Cos'era successo nella sua mente, di chi era quel ricordo? Possibile che fosse frutto della sua sola immaginazione, magari a causa delle severissime prove cui era stato sottoposto in Siberia?
Sono interrogativi cui vorrebbe dedicare più attenzione, ma il dovere lo chiama con sempre maggiore insistenza, come un bimbo che strattona la mamma perchè il gelato al puffo è franato sui pantaloni del signore col tatuaggio "Charles Manson is God", seduto accanto.
Giovanni mette via il fucile, con cura, riponendo ogni pezzo nella custodia. E' quasi sera.
Tira fuori dal fidato zainetto Invicta una parrucca rossa da donna e calze a rete.
"Vada per il brutal face sitting".

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June 16, 2018 kroy

Spy Story Ep.3 - Boulevard of Broken Dreams

Tra un bacio e una carezza, i ricordi riaffiorano rapidamente. Giovanni ricorda la volta in cui lui e Ada adolescenti si scambiano l'ingenua promessa di stare per sempre assieme, nonostante entrambi stiano per lasciare il luogo in cui sono cresciuti come fratello e sorella. O quando si nascondevano nel fienile a fumare le sigarette rubate ad Alfredo, il proprietario della porcilaia (che per convenzione faremo somigliare a James Doohan più o meno all'età in cui viene cagato fuori dal teletrasporto in Star Trek The Next Generation).
Nulla li avrebbe preparati alla sorpresa di quando, due anni dopo, si sarebbero ritrovati nel campo di addestramento in Siberia, entrambi in corsa per diventare letali, efficienti e affilatissimi killer.

TOC-TOC
Il momento è rotto da qualcuno che bussa alla porta della camera dell'albergo Tresette con la Piera.
— Sì?
— Service!
— Dannazione, questi camerieri del cavolo! Mai una volta puntuali, e stavolta... Arrivo, arrivo!
Giovanni si alza dal letto rivestendosi e si dirige spazientito alla porta.
Guarda nello spioncino: è il cameriere con la cena; apre la porta ed entra col carrello.
— Buonasera, signore.
— Buonasera, lasci pure lì grazie.
L'uomo entra e con stupore nota che Giovanni è in compagnia; lascia il carrello e prima di andarsene guarda Giovanni schiarendosi lievemente la voce.
— E-ehm.
— La mancia? Oh, ma certo; e non importa che aspettavo la cena un'ora fa.
— Problemi con i fornelli, signore.
Giovanni dà le spalle per un attimo al cameriere:
— Dovrei avere lasciato qua nella tasca della giacca qualche spiccio e...
Uno sparo improvviso e violento congela l'attimo. Giovanni si gira di scatto e si accorge che tutto è già avvenuto.
L'uomo (che per convenzione faremo somigliare a Patrick Stewart, anche lui nel periodo The Next Generation) giace sulla moquette con un foro di proiettile alla tempia, un'arma in mano.
Ada, sul bordo del letto, con la sua pistola ancora fumante grida: — Giovanni!
— Diavolo! Non è un cameriere, è il sicario del Dott. Cagnozzo, Ada stai bene?
— Sì, grazie.
I due si abbracciano.
— Che è successo Ada?
— Mentre eri girato per cercare la mancia, stava per fare la pelle a entrambi; probabilmente non sapeva io fossi un killer o avrebbe escogitato un piano migliore.
— Ci toccherà uscire di qua al più presto, prima che si riempia di curiosi. Almeno, il sicario che attendevo è un problema risolto.
— Temo non sia il sicario del dottor Cagnozzo, Giovanni.
— Come dici?
I due si accovacciano vicino al cadavere. Nella tasca della giacca un biglietto da visita.

Lorenzo Calamandrei, killer professionista part-time per la Tana del Leviatano.

— La Tana?!? Che cosa vogliono da noi?
— Giovanni, devo parlarti, ci sono delle cose che devi sapere.
— Me le dirai Ada, dobbiamo trovare un posto sicuro, ma poi avrai tutto il tempo per spiegare. Prendiamo le nostre cose ed usciamo.
I due raccattano vestiti ed effetti personali e Ada prima di andare, lascia scivolare con faccia disgustata il suo biglietto da visita sul cadavere. Il codice d'onore dellla Tana, richiedeva che non vi fosse anonimato nelle uccisioni eseguite dai propri killer.

Ada Cervetti - Professional KIller e Tagliagole rapida, ufficio sinistri e sopraffazioni, Tana del Leviatano".

Entrambi si lanciano con agile noncuranza dalla finestra, volando per venti metri buoni ed atterrando incolumi.
— Presto, di qua — E lasciano il luogo del misfatto con la stessa rapidità con cui Giampiero Galeazzi si avventa su un supplì.
Camminando alcuni minuti dopo tra le vie del centro, sottobraccio, i due hanno tempo di parlare.
— Cos'è questa storia della Tana?
— Giovanni, vedi, sono venuta a cercarti perchè sapevo che loro avrebbero cercato te. Ti cercano. Cercano entrambi.
— E perché? Cosa vogliono ora da noi? Non basta loro aver traviato per sempre due ragazzi? Aspetta un attimo... Da quando eri sulle mie tracce, perchè non ti sei fatta viva prima? Qualcosa non torna.
— Lo so, Giovanni, lo so, è tutto così difficile. Non ti ho cercato prima perché ero... loro prigioniera. Lo sono stata per quattro anni.
— Mio dio, Ada, è terribile. Tutto questo tempo sei stata reclusa??
— Ora ti spiego tutto: cinque anni fa, come ricorderai, finito il Master in Strangolamento Veloce presso la Tana del Leviatano, scelsi di lavorare ancora per loro. Di gonzi da uccidere è pieno il mondo, io avevo bisogno di denaro e i rischi non erano poi tanto superiori a quelli di un posto qualunque, con tutte le morti sul lavoro di cui si sente.
Come ben sai, noi tutti eravamo esposti ad alte dosi di plastimetapolimeroidi per sviluppare le nostre capacità ESP, ma un giorni venni a conoscenza di un piano per creare bambini in vitro che già dai primi mesi venivano abituati a piccole dosi del reagente. E quella era solo la punta di un iceberg che quello del Titanic sembrava un Calippo Fizz Cola. Decisi di non starci, decisi di esplicitare il mio dissenso, nonostante fossimo solo numeri, per loro.
— Bastardi, avidi e malefici — mormora digrignando i denti Giovanni.
— A quel punto, le cose peggiorarono istantaneamente, divenni una fuggitiva e scelsi di nascondermi da loro, però, alla fine, mi trovarono comunque, la Tana si estende in tutti i gangli del mondo in cui viviamo.
Mi tennero segregata per mesi per cancellare le informazioni che avevo ottenuto, ma gli allenamenti cui ci avevano sottoposto fecero il loro effetto. Non dimenticai, non ebbi rimorso per le mie scelte, non emisi neanche un lamento quando il carceriere (che per convenzione faremo somigliare a Robert Picardo in Star Trek Voyager) mi torturava.
Ti ho cercato perché una volta evasa, un mese fa, ho scoperto che siamo entrambi sulla loro lista nera. Mi chiedo cosa puoi aver fatto tu.
— Non lo so Ada — Una lacrima riga il volto di Giovanni che può solo stringere al petto la ragazza.
— Anch'io devo dirti una cosa Ada. Tempo fa, appena di ritorno dalla Siberia, vidi una scena terribile nella mia mente. Vivevo nella testa di una tua vittima e ti ho visto mentre premevi il grilletto proprio uccidendomi. Non mi spiegai ai tempi il motivo, ma ovviamente le alte somministrazioni di plastimetapolimeroidi potrebbero aver sbloccato altre facoltà latenti della mia mente. Mi chiesi come avessi potuto vedere una scena di una tua vittima? Stavo forse diventando pazzo? Al momento fui sollevato di vederti viva, ma non avendo la certezza che si trattasse di realtà ho vissuto fino ad ora col dubbio. E con la paura. Con la paura che tu non fossi mai esistita, con la paura di averti immaginato per una vita intera, come Marla e Tyler. Ma prima quando abbiamo fatto l'amore, o almeno ci abbiamo provato interrotti dal killer che somigliava al capo degli X-Men, dei ricordi sono riaffiorati. Tu sei vera. La guerra è vera. La Tana è vera. E quelle sigarette di Alfredo erano terribili. E lui era uguale a Scotty quando lo tirano fuori dal teletrasporto da vecchio.

Una risata rilassante tra i due accompagna una lieve brezza di inizio Settembre.

— A dire il vero, non è la prima volta che mi capita.
— In che senso, Giovanni?
— Sì, altre volte ho visto scene simili o di ricordi altrui. Mi chiedo cosa diavolo mi succede....
— Ora siamo assieme Giovanni, nessuno ci fermerà, vedrai! Siamo una coppia di fottutissimi killer con poteri ESP, la Tana non ci avrà mai.
Poi un lampo e il giovane si accascia, in mezzo ad una piazza animata da turisti.
Piegato sulle ginocchia, Giovanni rivede, secondo per secondo, la scena in cui Ada uccide il killer-cameriere, ma dal punto di vista del morto.
Il sicario entra nella camera d'albergo. Il momento della mancia. L'attimo in cui sta per tirar fuori l'arma dalla fondina. Con la coda dell'occhio vede che la ragazza sotto le lenzuola estrae l'arma prima di lui. Un frontale tra un Tir e la sua testa. Poi buio. Buio e lentamente l'abbraccio di Ada lo riporta, ancora una volta, al mondo vero.
— Giovanni! Stai bene?
— Sì, sto bene, ho... ho rivisto la scena dell'albergo. Ero... dentro la testa del cameriere. Tu... mi hai sparato.
Una bella donna dai capelli rossi (per convenzione uguale spiccicata a Gates McFadden, la bella dottoressa Crusher di ST The Next Generation) (oggi c'ho 'sta fissa qua ndMe) abbandona le borse della spesa e si avvicina per prestare soccorso.
— Si sente male? Posso aiutarla, sono medico!
— No, grazie. Davvero, non serve, Ada andiamo.
— ... Ma, ne è sicuro?
— Sì e grazie, Ada andiamo.
I due si allontanano veloci cercando di attirare meno sguardi possibili.

— Giovanni, senti. Andiamo a prenderci un boccone, ti va? Mangiamo qualcosa e scappiamo da tutto questo, ora abbiamo anche un altro compito che ci attende: dobbiamo scoprire perché vedi i ricordi delle mie vittime.
Su un viale con la ghiaia bella fina ai lati e le torce alla citronella di scarsa qualità, che appestavano l'aria dando al contempo un sapore delizioso alla cena della zanzare, la coppia si avvia mano nella mano verso l'osteria Gigi il Troione.
Giovanni si lascia alle spalle la calamita di Pikachu, che cade senza vita tra la ghiaia.
— Perché, chiede Ada?
— Ora che tutti giocano a Pokemon GO il joke ha perso di slancio — dice attaccando alla propria arma un magnete di Arale.
Una nuova avventura è cominciata.

Dopo qualche secondo, dita snelle e con smalto argento sulle unghie, raccolgono il Pikachu abbandonato sulla ghiaia. La bella dottoressa che poco prima li aveva soccorsi si porta una mano all'orecchio, fissando con occhi di falco l'ingresso dell'osteria, e sussurra:
— Bonnie e Clyde sono sotto il sole. Ripeto. Bonnie e Clyde sono sotto il sole.

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June 16, 2018 kroy

Giorgio Secondavita Episodio 1
Una coccinella vola nel tempo

Sotto un impietoso sole di Luglio, che non riusciva tuttavia ad arrestare il vento frizzantino e il canto dei passeri, lungo un piccolo vicolo apparentemente sopravvissuto alla tecnourbanizzazione degli ultimi secoli, camminava placido ma deciso un grigio vecchietto, uomo sull'ottantina, vestito d'altri tempi con giacca e cappello di un bel grigio topo, alla mano un bastone da passeggio con intarsiata sul manico una coccinella rossa.

Svoltato l'angolo, l'uomo ferma i propri passi davanti ad una porta color celeste che brilla leggermente; avvicina con sicurezza tremolante il dito legnoso al campanello su cui è riportata una targhetta.
"Seconda Vita - I tuoi sogni. Di nuovo".
Proprio la somiglianza col suo cognome l'aveva portato nelle scorse settimane a decidere di fare una chiamata-mente ai quei tizi di Seconda Vita. Le chiamate-mente ultimamente divenivano sempre più difficili per l'età ed il suo chip telematico aveva subito tre bypass quindi rivolgersi a chichessia era un grande sforzo per lui.
"Sì, desidera?"
"Sono Giorgio Secondavita, se mi apre gentilmente ho un appuntam.."
"Prego terzo piano."
"Testa di cazzo di un impiegatucolo giovinastro irrispettoso e arrogante" dovette combattere per non pensare.
Con deambulazione rassegnata e sopracciglio perplesso, il signor Giorgio sale sull'ascensore gravitazionale e in pochi secondi si ritrova nuovamente sull'uscio di una porta davanti cui non sembra prevista nessuna ulteriore umiliazione; un ragazzo alto, lungo, con cresta bionda, camice bianco e stivali militari lo accoglie con un sorriso di plastica.
Giorgio entra e fingendo con le sue ultime energie di essere a suo agio si ferma alla reception.
"Buongiorno signor Secondavita, il dottor Kentuckyfriedkitchen la riceve tra qualche minuto, se nel frattempo si vuole accomodare..."
Il gesto lo invita verso una poltrona rossa ed alcune riviste buttate alla rinfusa sul tavolo.
Giorgio siede e porta a sè alcune pubblicazioni.
GIVEN TO HORSERACING ("Dati all'Ippica", settimanale dedicato a scommesse sportive e psicofarmaci), HIPS OF THE VIPS (gossip sotto l'ombrellone. In regalo il test di gravidanza che non solo ti dice se sei incinta, ma anche di chi), GRANDI GENI (con lo speciale dedicato a Rodolfo Annuari, il misterioso e strapotente inventore e detentore del brevetto della Pozione Contro la Morte).
Le sottili dita cominciano a sfogliare GRANDI GENI, permettendoci di approfondire la narrazione.
Pagina 69, dal paragrafo dedicato alla nascita del mito Annuari:
"1600 anni fa nasceva Rodolfo Annuari, figlio di Patrizia Mensile e Sam Annuari, lei manager di una grande corporation dedita all'alterazione genetica di prodotti da orto e lui contadino. Nonostante le umili origini egli aveva in pochi anni raggiunto l'apice della notorietà scentifica e, assieme ad un team di scenziati poi misteriosamente morti in circostanze violente aveva dato vita alla creazione che l'umanità con pudore anelava da sempre. L'Elisir definitivo. Il Graal della scienza: la Pozione Contro la Morte.
Essa consentiva definitivamente e senza controindicazioni di annullare l'effetto della malattia più devastante che la razza umana e i suoi antenati avessero mai incontrato, la morte, appunto.
Vari tumulti e guerre nacquero a seguito di quell'invenzione, ma le cronache di quei tempi bui erano incomplete e l'unica certezza storica era che dopo svariati secoli dalla scoperta, la razza umana fu protagonista di un secondo insperato risveglio: la popolazione mondiale si ridusse autonomamente, passando da trenta miliardi di persone a soli sessanta milioni: all'allungamento della vita media seguì una minore esigenza di prole ed uno sviluppo mozzafiato dell'intelligenza razionale, che consentiva interazioni mature e sinergiche con gli altri esseri della terra; l'esperienza e e la maturità acquisite non svanivano con la morte e così libertà propria e altrui e preziosità dell'ecosistema unico e insostituibile diventarono valori fondanti.
La stessa scienza, dopo quell'importante conseguimento, ebbe così tanto da inventare e rendere possibile che non vi era alcun paragone tra quanto l'uomo avesse mai scoperto e quanto invece era stato fatto negli ultimi secoli"
.

Gli scenziati, come tutti gli uomini e le donne che lo desideravano del resto, avevano infatti vite lunghissime e conseguire un risultato, aggiungere exabyte di dati a scoperte in corso o programmare sperimentazioni centenarie, non erano più un problema.

Giorgio continua a leggere: "Ciascuna delle corponazioni della Terra aveva riconosciuto l'indubbio valore dell'invenzione per l'armonia e la pace tra i popoli: persino Googla e Linkedina, corponazioni che si odiavano apertamente fin dalla notte dei tempi, concordarono uno storico armistizio che segnò l'inizio della mai interrotta epoca di pace". [vedi 1]

"Signor Secondavita! Buongiorno, il mio paziente col cognome più bello!"
"Buongiorno dott. Kentuckyfriedkitchen."
"Prego entri nel mio ufficio, oggi è un gran giorno per lei!"
Una volta dentro, i due si squadrano per qualche secondo ed il primario KFK rompe per primo il silenzio.
"Allora, signor Secondavita, come va?"
"Così così, vede, comincio a stancarmi ora che so che manca poco".
"La capisco, la capisco, ma lei è fortunato Secondavita, l'attende una bellissima rinascita! Inoltre lei ha selezionato la costosissima opzione "Ritorno", col quale potrà ripercorrere la sua stessa vita, momento per momento; conscio, non appena raggiunta la prima adolescenza, delle scelte e degli errori fatti e pronto, glielo si augura, a compiere le dovute correzioni."

Viaggi nel tempo: Sì. Era possibile.
Sicuro. Veloce. Una sciocchezza.
Paradossi e linee temporali: bazzecole, si insegnavano alle elementari.

"Sì, sì, quello lo so, non sono venuto per leggere il depliant, mi dica dove spogliarmi e dove lasciare i miei effetti personali e basta!".
"Va bene. Ha ragione lei. Chi la trattiene più giovanotto! Si accomodi nella sala accanto e l'infermiera Polpamutti si occuperà di lei. Può lasciare a me il suo bastone da passeggio..."
"Il bastone no! Il bastone viene con me!"
"Signor Secondavita il bastone con la coccinella ha dato una lettura anomala alla terza prova del time scanner e mi hanno caldamente consigliato..."
"Ve l'avevo detto, il bastone no. La coccinella viene con me".
Le dita di Giorgio avvvinghiate alla coccinella si muovono nervosamente accarezzandola.
"E... va bene, dopotutto è il suo unico oggetto. Piccole anomalie non sono poi così rare e non si sono mai verificati problemi."
"Hmphf." sospira Giorgio abbracciato al suo feticcio.
"L'oggetto verrà caricato sulla sua linea temporale come dono o ritrovamento, non si preoccupi, lo riavrà tra qualche anno. Mi prometta però che se avrà problemi con esso, mi contatterà con il wormhole temporale Mengacci." [vedi 2]
"Ok, ok, lo prometto, impiastro" bisbiglia l'anziano.
"Grazie, lei è un brav'uomo".
Spogliato e pronto all'intervento, Giorgio si infila nella capsula necro-temporale con un filo di lacrime e il bastone tanto caro al petto.
La capsula avrebbe prolungato la sua vita fisica e spedito l'essenza di corpo e mente nel passato.
Sopra di lui, al di fuori della capsula che si chiude lentamente, il dott. KFK lo scruta con aria seria ma paterna, poi nota le sue lacrime.
"Ahaha, ma lei piange Secondavita! Non pianga, rida, Ahah! Rida, lei è fortunato".
Le scintille ed i boati segnalano l'accensione della capsula.
"Rida, Ahah, Auguri seconda vita, auguri! Lei c'ha un culo della madonna!"
L'infermiera Polpamutti ride con lui, fuori dalla capsula; lo staff pure ride e applaude festoso e inquietante.
A Giorgio viene in mente il Frankenstein di Shelley ed il Fantozzi di Villaggio.
"Già, di che mi preoccupo? Si ricomincia, perchè piangere?
Eheh, già. Sono fortunato. Silea... arrivo, aspett..."

Pof. Un bel tuffo nell'acqua calda. Temperatura ottimale davvero.
Un brandello della coscienza, della consapevolezza, del ricordo del Giorgio anziano, lo guida per qualche attimo.
Si trova nell'utero. Il contatto con la madre persa anni addietro è toccante e intimo, ma sente che la coscienza gli viene strappata byte per byte e l'ombra di due mani fredde da gigante che lo tirano verso la luce feroce è l'ultimo ricordo della prima vita di Giorgio Secondavita.

Kentuckyfriedkitchen si congratula con lo staff e finita l'euforia della partenza le macchine si spengono tra cappellini di capodanno, lingue di Menelicche e flûte mezzi pieni o mezzi vuoti a seconda del punto di vista.
Tutti i sensori indicano che l'operazione è andata a buon fine.
Il dottore si lava le mani e si spoglia del camice, quando a un tratto nota una chiamata-mente in coda.
"Dottor KFK. Le analisi di verifica del bastone del signor Secondavita sono state caricate nel suo mind-cloud. "
"Grazie."
Con un paio di colpi di palpebra scarica l'allegato delle analisi.
"... ma che diavolo...?"
"Che significa? Perchè il vecchio ha QUELL'oggetto?!?"
Gli occhi di KFK brillano di un rosso luciferino.
"Mandate un messaggio nel wormhole, Secondavita deve tornare, dobbiamo ottenere quell'oggetto a qualsiasi costo! Uccidetelo se necessario, il nostro Signore deve averlo!"

Agosto 2016, Italia. Alla trattoria Belvedere di Cupra Marittima, sdraiata su un bel colle da cui si può vedere il mare calmo delle Marche, il signor Mengacci Davide, completamente rapito da una tripla portata di arrosticini e olive ascolane, sente fischiare leggermente le orecchie.
Qualcuno mi pensa, ride fra sè.

Giorgio Secondavita - La serie, su Kroy.it.

(1) Nessuno conosceva la vera origine dei nomi delle corponazioni (corporazioni-nazioni) ma dovevano avere a che fare con le tecnologie ed i prodotti in uso in epoca pre-risveglio. Anche i cognomi avevano un origine simile: per esempio Kentuckyfriedkitchen Giorgio ricordava di aver letto fosse stato un mezzo agricolo, una motozappa forse. O una brillantina. O uno sbuccianespole. Polpamutti? Forse un tipo di salvabuchi per ufficio.
L'irreperibilità o inadeguatezza delle fonti cingeva la storia pre-risveglio.

(2) Il canale temporale Davide Mengacci era un wormhole spazio-tempo naturale situato nei padiglioni auricolari del noto presentatore televisivo. Le dimensioni impercettibili lo rendevano innocuo ed utilizzato da popoli di tutte le razze ed epoche per viaggiare nel tempo, senza che il proprietario ne avesse mai noia o consapevolezza.

MistressChef

July 6, 2016 kroy

Quella sera, dagli studi televisivi situati in Via Miele 36, vicino all'alveare 4752, trasmettevano in diretta su tutto il pianeta Terra l'ultima puntata di MistressChef, il nuovo format culinario in cui le aspiranti cuoche si sfidano con i loro piatti davanti ai tre giudici supremi, Kur-La, Broona e Patrixia, tre premiate cuoche professioniste conosciute e apprezzate in tutto il pianeta.
Tutti gli alveari erano in trepidante attesa ed ogni neo-donna pronta a memorizzare ogni dettaglio, per imparare a cucinare per le altre neo-donne quelle leccornie: piatti della cucina terrestre di quanto dominavano i maschi col loro modello di famiglia patriarcale, quindi zuppe, arrosti, insalate, verdure miste, piatti cinesi, italiani, messicani, francesi. L'unica differenza, va notato, è che si faceva abbondante e fantasioso uso della carne di uomini.
Ormai estinti come li conosciamo noi da decenni, gli esseri umani di sesso maschile rimanenti erano congelati come scorta di cibo praticamente infinita e solo saltuariamente ne venivano clonati di nuovi, oppure quando la regina Beyoncè Condoleezza Rice VIII decideva che era il caso di far nascere un uomo. A proposito della regina, anch'ella, pare, avrebbe seguito dagli studi la puntata, nascosta dietro le quinte.
All'interno dello studio, le telecamere già girano ed il pubblico applaude in visibilio.
La concorrente avanza con malcelato orrore, la prova consiste nel proporre tre pietanze a fantasia alle tre gagliarde, luccicanti ed inappellabili giudici.
Da Kur-La (Kur-La Krucco, chef 3 Stelle Neo-Michelin) traspariva solo una certa spocchia, come a dire "il pungiglione ce l'ho solo io" ma va detto che tale aria aristocratica del menga se l'era guadagnata sudando e lavorando nei principali ristoranti del mondo.
Broona Bur-B-yeahri era una chef siciliana con l'aspetto da chef romagnola. Durante la sua infanzia a Masculo Incaprettau (città precedentemente nota come Palermo), i maschi li facevano sott'aceto già da prima che venne introdotta la nuova neo-costituzione (e si aggiornassero i menu di tutto il pianeta). Una profonda sapienza culinaria la legava alla cucina tradizionale umana e quella neo-femminile.
Patrixia era italo-americana e conservava di Italia e USA rispettivamente solo la fastidiosa tendenza a commiserarsi per ogni due cazzate e l'arroganza di chi giudica chi si commisera per ogni due cazzate. E questi erano i pregi. Il risultato era comunque un po' schizofrenico e rendeva Patrixia Basty Unich un personaggio un pelo-pelo-pelo sopra le righe.
Patrixia avanza a ritmo dei suoi tacchi diciassette con le sue sopracciglia lunghe tanto da ricongiungersi con la frangetta e il pungiglione con i colori degli States, squadrando la concorrente che già aveva messo i tre piatti sull'alzata e attendeva nervosa non avendo di meglio da fare che ansiogenarsi per il troppo o poco sale. Si ferma e la fissa negli occhi, con un lieve sorriso.
"Cosa ci hai preparato Amanda?"
"Per primo, vi ho preparato delle fettuccine di uomo, con ragu di carni diverse e funghi shiitake".
"Come sono fatte? Ed il ragù?"
"Le fettuccine sono fatte di farina di ossa di uomo, acqua, uovo, un pizzico di sale; il ragù è composto da tre carni diverse (manzo, maiale, uomo) e cotto per 2 ore, gli shiitake trifolati e aggiunti per ultimo".
Patrixia porta la forchetta alla bocca.
"Buono, Poi cos'altro hai portato?"
"Per secondo, un arrosto di vitello con ripieno di spinaci, cipolle borretane, pecorino, trita di uomo, aglio, zenzero, maggiorana, menta, paprika".
Patrixia mastica con un sorriso sorpreso e Amanda tira un sospiro di sollievo, ma ad un tratto le sopracciglia della cuoca professionista si inarcano e la smorfia che segue è per Amanda segnale che qualcosa non va.
"C'E' UN PELO!"
"... Ma... ma... " Amanda boccheggia "non me lo so spiegare, eppure l'ho pulito bene" "AH, L'hai pulito bene, eh? E se l'hai rasato come si deve, questo cos'è?"
Tirato fuori dalla regale bocca della giudice e posto in tutta la sua lunghezza davanti agli occhi della concorrente, lo spesso pelo rosso pare lamentarsi anch'esso con Amanda. Pelo fulvo di maschio umano.
"Io... sono dispiaciuta Patrixia, pensavo di aver controllato bene, ma la carne di uomo è così difficile da trattare e c'hanno peli ovunque! dio mio, non sono come noi che li abbiamo solo lì lì e lì, e..."
"Pochi cazzati" dice Patrixia non riuscendo a controllare il suo arruginito italiano quando è nervosa, "non mi diri palle, ora fammi vederi il piatto ultimo, dai!".
Amanda deglutisce e indicando l'ultima portata inizia a descrivere il piatto.
"Beh, allora, qui abbiamo una gelatina al gusto di mango, con ribes neri e spolverata di cumino, semi di finocchio e menta".
"Come hai fatto la gelatina?"
"L'ho fatta bollendo gli avanzi delle carne di uomo che ho usato per i due piatti e poi lasciando raffreddare"
"Mi devo complimentari con te per l'utilizzo degli ingredienti, ma io mi sto chiedendo (calmandosi, l'italiano di Patrixia ritorna a livelli di decenza minimi), se non sto attenta mi ritrovo un altro pelo? Vuoi che faccia palla di pelo come gatti? Tua mamma ha deciso di metterti al mondo perchè ha perso una scommessa?" (scusi maestro Crozza)
"No, no, sono certa che il pelo è stata solo una tragica eccezione, per la gelatina ho usato solo le ossa e le parti più interne!"
Il pubblico di donne-api intente a trattenere il respiro, il calore dei riflettori e la tensione di trovarsi davanti alle tre supreme giudici, facevano sudare copiosamente Amanda che aveva voglia soltanto di ronzare via di corsa dagli studi televisivi, senza più chiedersi cosa diavolo l'avesse convinta a partecipare a Mistresschef, ora che i piatti giudicati erano i suoi.
Patrixia chiude gli occhi e assaggia la gelatina.
"Questo piatto... Questo piatto mi ricorda quando con mia nonna ero piccola, andavamo a caccia fuori alle bocciofile per cacciare le prede più coriaci (sic), proprio coriaci di pelle, poi mi nonni mi preparave la gelatini di carrube fatta con brodo di uomo. Bravi Amanda!"
Amanda sospira emettendo un breve ronzio, si aggiusta le antenne dietro le orecchie e soddisfatta e un po' tranquilizzata, si prepara al giudizio di Kur-La e Broona, che la squadrano autoritarie come camionisti che han trovato chiusi tutti gli l'Autogrill.
Kur-La e Broona si avvicinano, con sorpresa di tutti, assieme, decise evidentemente a esprimere il giudizio nella stessa sessione, chi lo sa, forse per fame eccessiva (Broona era pure golosa di peli), forse per sadismo verso la povera Amanda, certamente per permettere al sottoscritto di concludere brevemente.

(continua)

La vignetta

July 6, 2016 kroy
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Storia di una carriera

July 6, 2016 kroy

In origine erano i Posillipo Connection. Brani neo melodici napoletani in chiave brutal.
Sono poi arrivati i Goods at nothing con i loro pezzi che ricordavano un mix tra i
Babyshambles e Paola Turci. Non è durata.
Dopo le prime esperienze, anni di intense prove seguono con i Cannibal AnyBall, i Dismembering Mom and Ideas, gli And the creamery?, i Pindaric Fly, gli I don't have will, i Drowning Kittens ed i NeoPlastic.

Qualcosa non torna. Sembra impossibile per me suonare il basso in una band per troppo tempo: l'elemento umano gioca a sfavore quando condividi gli spazi con la band all'inverso (la cucina nel momento del bagno ed il bagno nel momento della cucina; qualsiasi cosa immaginiate); gli altri finiscono poi col dirti senza troppe cerimonie "sei ritmico, ma hai rotto i coglioni" se tamburelli sotto il tavolo mentre si gioca a Hero Quest.

I mesi passano e nemmeno la militanza in band come Jacks Daniel, Tiger against Tiger against Tiger, Kill Therapy e Anarupuraggu riesce a calmare la mia sete di musica viva, di strada, ribelle... e con ogni band finisce, come con ogni storia d'amore.
Riesco ad abbandonare i palchi amatoriali definitivamente nel 1999, a soli 17 anni, quando formo con Armando Asincro, i Lost the Keys.
L'Asincro, noto per i debiti contratti nelle sale VLT e per la sua dichiarata dipendenza dai Mikado alla fragola, era un abile polistrumentista, tecnico del suono ed etichetta discografica (Lui proprio. Era etichetta. Non so). Soleva suonare per i nostri brani orchestrali chitarra, piano, clarinetto, sax, triangolo, batteria contemporaneamente, in presa diretta. Volendo faceva i cori.
Il progetto rimane in piedi per 14 fruttuosissimi mesi, ma poi le divergenze artistiche si fanno sentire dopo la pubblicazione del singolo "When the other fuck changed the title?", che rivela al grande pubblico irrisolte questioni intestine tra noi due (o tre. O quattro. O cinque, difficile stabilire data la poliedricità di Asincro). Il successo viene infine raggiunto con i Watching Poles - che mi curavano attentamente da mesi con un misto di appostamenti e ripetute ingiunzioni di sfratto fasulle - e il tour mondiale che segue chiamato "Why there's always an old man staring at you while doing street repairs".

Episodi di isteria di massa nelle Filippine dopo i vari Sold-out.

I Watching Poles sono ancora adesso considerati una tra le prime 100 rock band migliori di tutti i tempi e gli unici ad aver suonato nella foresta amazzonica senza corrente elettrica (Watching Poles - LIVE Unplugged at Manaus, Farabutti Edizioni).
(Voci non confermate parlano di una missiva consegnata in extremis dal sindaco di Manaus che intimava la rimozione del set di piatti della batteria e delle pelli - rimanevano giusto il sellino e le bacchette - per non disturbare le rarissime e sensibilissime alzavole della puna, in quei giorni abbondanti nei cieli amazzonici. Ndr).

Un breve cammeo è rappresentato dalla mia partecipazione al film "Rogoredo's road" di Egidio Improbabili; storie di band di artisti confusi, liberi e incazzati della sud-coast Meneghina (il mio ruolo comunque è minimo: il film dopo i primi tre quarti d'ora passa al backstage e la regia si concentra troppo sui sorrisi imbarazzati dello staff ai gabinetti e troppo poco sulla rabbia dei giovani artisti, scoperti varie volte a sabotare per disperazione il set; comunque poi tutti capiscono che è sbagliato e non lo rifanno). Alla fine della mia carriera, suono prima con gli E-Mage, gruppo cover dei Luna Sea, una band Visual giapponese, i BorderRock, pezzi italiani (belli ma dopo un po' vasco ti sembra Tchaikovsky) ed i Tapaico, grunge alternative del milanese che non mi va di scherzarci perchè spakkavamo. Attualmente sono impegnato in un progetto stoner alternative precedentemente noto come Modest Athology, ma il cambio di line-up avvenuto nel 2015 ancora ne impegna i membri e relative gonadi.

Aggiornamento al primo Febbrario duemilasedici
Anche l'ultimo batterista c'ha lasciati, sono a spassoo.