July 16, 2018 kroy

Giorgio Secondavita Episodio 1 - Una coccinella vola nel tempo

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Sotto un impietoso sole di Luglio, che non riusciva tuttavia ad arrestare il vento frizzantino e il canto dei passeri, lungo un piccolo vicolo apparentemente sopravvissuto alla tecnourbanizzazione degli ultimi secoli, camminava placido ma deciso un vecchietto, uomo sull'ottantina, vestito d'altri tempi con giacca e cappello di un bel grigio topo, alla mano un bastone da passeggio con intarsiata sul manico una coccinella rossa.

Svoltato l'angolo, l'uomo ferma i propri passi davanti ad una porta color celeste che brilla leggermente; avvicina con sicurezza tremolante il dito legnoso al campanello su cui è riportata una targhetta.
"Seconda Vita - I tuoi sogni. Di nuovo".
Proprio la somiglianza col suo cognome l'aveva portato nelle scorse settimane a decidere di fare una chiamata-mente ai quei tizi di Seconda Vita. Le chiamate-mente ultimamente divenivano sempre più difficili per l'età ed il suo chip telematico aveva subito tre bypass quindi rivolgersi a chichessia era un grande sforzo per lui.
— Sì, desidera?
— Sono Giorgio Secondavita, se mi apre gentilmente ho un appuntam..
— Prego terzo piano.
"Testa di cazzo di un impiegatucolo giovinastro irrispettoso e arrogante" dovette combattere per non pensare.
Con deambulazione rassegnata e sopracciglio perplesso, il signor Giorgio sale sull'ascensore gravitazionale e in pochi secondi si ritrova nuovamente sull'uscio di una porta davanti cui non sembra prevista nessuna ulteriore umiliazione; un ragazzo alto, lungo, con cresta bionda, camice bianco e stivali militari lo accoglie con un sorriso di plastica.
Giorgio entra e fingendo con le sue ultime energie di essere a suo agio si ferma alla reception.
— Buongiorno signor Secondavita, il dottor Kentuckyfriedkitchen la riceve tra qualche minuto, se nel frattempo si vuole accomodare...
Il gesto lo invita verso una poltrona rossa ed alcune riviste buttate alla rinfusa sul tavolo.
Giorgio siede e porta a sè alcune pubblicazioni.
GIVEN TO HORSERACING ("Dati all'Ippica", settimanale dedicato a scommesse sportive e psicofarmaci), HIPS OF THE VIPS (gossip sotto l'ombrellone. In regalo il test di gravidanza che non solo ti dice se sei incinta, ma anche di chi), GRANDI GENI (con lo speciale dedicato a Rodolfo Annuari, il misterioso e strapotente inventore e detentore del brevetto della Pozione Contro la Morte).
Le sottili dita cominciano a sfogliare GRANDI GENI, permettendoci di approfondire la narrazione.
Pagina 69, dal paragrafo dedicato alla nascita del mito Annuari:
"1600 anni fa nasceva Rodolfo Annuari, figlio di Patrizia Mensile e Sam Annuari, lei manager di una grande corporation dedita all'alterazione genetica di prodotti da orto e lui contadino. Nonostante le umili origini egli aveva in pochi anni raggiunto l'apice della notorietà scientifica e, assieme ad un team di scienziati poi misteriosamente morti in circostanze violente aveva dato vita alla creazione che l'umanità con pudore anelava da sempre. L'Elisir definitivo. Il Graal della scienza: la Pozione Contro la Morte.
Essa consentiva definitivamente e senza controindicazioni di annullare l'effetto della malattia più devastante che la razza umana e i suoi antenati avessero mai incontrato, la morte, appunto.
Vari tumulti e guerre nacquero a seguito di quell'invenzione, ma le cronache di quei tempi bui erano incomplete e l'unica certezza storica era che dopo svariati secoli dalla scoperta, la razza umana fu protagonista di un secondo insperato risveglio: la popolazione mondiale si ridusse autonomamente, passando da trenta miliardi di persone a soli sessanta milioni: all'allungamento della vita media seguì una minore esigenza di prole ed uno sviluppo mozzafiato dell'intelligenza razionale, che consentiva interazioni mature e sinergiche con gli altri esseri della terra; l'esperienza e e la maturità acquisite non svanivano con la morte e così libertà propria e altrui e preziosità dell'ecosistema unico e insostituibile diventarono valori fondanti.
La stessa scienza, dopo quell'importante conseguimento, ebbe così tanto da inventare e rendere possibile che non vi era alcun paragone tra quanto l'uomo avesse mai scoperto e quanto invece era stato fatto negli ultimi secoli"
.

Gli scienziati, come tutti gli uomini e le donne che lo desideravano del resto, avevano infatti vite lunghissime e conseguire un risultato, aggiungere exabyte di dati a scoperte in corso o programmare sperimentazioni centenarie, non erano più un problema.

Giorgio continua a leggere: "Ciascuna delle corponazioni della Terra aveva riconosciuto l'indubbio valore dell'invenzione per l'armonia e la pace tra i popoli: persino Googla e Linkedina, corponazioni che si odiavano apertamente fin dalla notte dei tempi, concordarono uno storico armistizio che segnò l'inizio della mai interrotta epoca di pace". [vedi 1]

— Signor Secondavita! Buongiorno, il mio paziente col cognome più bello!
— Buongiorno dott. Kentuckyfriedkitchen.
— Prego entri nel mio ufficio, oggi è un gran giorno per lei!
Una volta dentro, i due si squadrano per qualche secondo ed il primario KFK rompe per primo il silenzio.
— Allora, signor Secondavita, come va?
—Così così, vede, comincio a stancarmi ora che so che manca poco.
— La capisco, la capisco, ma lei è fortunato Secondavita, l'attende una bellissima rinascita! Inoltre lei ha selezionato la costosissima opzione "Ritorno", col quale potrà ripercorrere la sua stessa vita, momento per momento; conscio, non appena raggiunta la prima adolescenza, delle scelte e degli errori fatti e pronto, glielo si augura, a compiere le dovute correzioni.

Viaggi nel tempo: Sì. Era possibile.
Sicuro. Veloce. Una sciocchezza.
Paradossi e linee temporali: bazzecole, si insegnavano alle elementari.

— Sì, sì, quello lo so, non sono venuto per leggere il depliant, mi dica dove spogliarmi e dove lasciare i miei effetti personali e basta!
— Va bene. Ha ragione lei. Chi la trattiene più giovanotto! Si accomodi nella sala accanto e l'infermiera Polpamutti si occuperà di lei. Può lasciare a me il suo bastone da passeggio...
— Il bastone no! Il bastone viene con me!
— Signor Secondavita il bastone con la coccinella ha dato una lettura anomala alla terza prova del time scanner e i nostri tecnici mi hanno caldamente consigliato...
— Ve l'avevo detto, il bastone no. La coccinella viene con me.
Le dita di Giorgio avvvinghiate alla coccinella si muovono nervosamente accarezzandola.
— E... va bene, dopotutto è il suo unico oggetto. Piccole anomalie non sono poi così rare e non si sono mai verificati problemi.
— Hmphf — sospira Giorgio abbracciato al suo feticcio.
— L'oggetto verrà caricato sulla sua linea temporale come dono o ritrovamento, non si preoccupi, lo riavrà tra qualche anno. Mi prometta però che se avrà problemi con esso, mi contatterà con il wormhole temporale Mengacci. [vedi 2]
— Ok, ok, lo prometto, impiastro — bisbiglia l'anziano.
— Grazie, lei è un brav'uomo, Secondavita".
Spogliato e pronto all'intervento, Giorgio si infila nella capsula necro-temporale con un filo di lacrime e il bastone tanto caro al petto.
La capsula avrebbe prolungato la sua vita fisica e spedito l'essenza di corpo e mente nel passato.
Sopra di lui, al di fuori della capsula che si chiude lentamente, il dott. KFK lo scruta con aria seria ma paterna, poi nota le sue lacrime.
— Ahaha, ma lei piange Secondavita! Non pianga, rida, Ahah! Rida, lei è fortunato.
Le scintille ed i boati segnalano l'accensione della capsula.
— Rida, Ahah, Auguri seconda vita, auguri! Lei c'ha un culo della madonna!
L'infermiera Polpamutti ride con lui, fuori dalla capsula; lo staff pure ride e applaude festoso e inquietante.
A Giorgio viene in mente il Frankenstein di Shelley ed il Fantozzi di Villaggio.
"Già, di che mi preoccupo? Si ricomincia, perché piangere?" pensa "Sono fortunato. Silea... arrivo, aspett..."

Pof. Un bel tuffo nell'acqua calda. Temperatura ottimale davvero.
Un brandello della coscienza, della consapevolezza, del ricordo del Giorgio anziano, lo guida per qualche attimo.
Si trova nell'utero. Il contatto con la madre persa anni addietro è toccante e intimo, ma sente che la coscienza gli viene strappata byte per byte e l'ombra di due mani fredde da gigante che lo tirano verso la luce feroce è l'ultimo ricordo della prima vita di Giorgio Secondavita.
Kentuckyfriedkitchen si congratula con lo staff e finita l'euforia della partenza le macchine si spengono tra cappellini di capodanno, lingue di Menelicche e flûte mezzi pieni o mezzi vuoti a seconda del punto di vista.
Tutti i sensori indicano che l'operazione è andata a buon fine.
Il dottore si lava le mani e si spoglia del camice, quando a un tratto nota una chiamata-mente in coda.
"Dottor KFK. Le analisi di verifica del bastone del signor Secondavita sono state caricate nel suo mind-cloud."
— Grazie.
Con un paio di colpi di palpebra scarica l'allegato delle analisi.
—... ma che diavolo...?
— Che significa? Perché il vecchio ha QUELL'oggetto?!?
Gli occhi di KFK brillano di un rosso luciferino.
— Mandate un messaggio nel wormhole, Secondavita deve tornare, dobbiamo ottenere quell'oggetto a qualsiasi costo! Uccidetelo se necessario, il nostro Signore deve averlo!

Agosto 2016, Italia. Alla trattoria Belvedere di Cupra Marittima, sdraiata su un bel colle da cui si può vedere il mare calmo delle Marche, il signor Mengacci Davide, completamente rapito da una tripla portata di arrosticini e olive ascolane, sente fischiare leggermente le orecchie.
— Qualcuno mi pensa — ride fra sé.

(1) Nessuno conosceva la vera origine dei nomi delle corponazioni (corporazioni-nazioni) ma dovevano avere a che fare con le tecnologie ed i prodotti in uso in epoca pre-risveglio. Anche i cognomi avevano un origine simile: per esempio Kentuckyfriedkitchen Giorgio ricordava di aver letto fosse stato un mezzo agricolo, una motozappa forse. O una brillantina. O uno sbuccianespole. Polpamutti? Forse un tipo di salvabuchi per ufficio.
L'irreperibilità o inadeguatezza delle fonti cingeva la storia pre-risveglio.

(2) Il canale temporale Davide Mengacci era un wormhole spazio-tempo naturale situato nei padiglioni auricolari del noto presentatore televisivo. Le dimensioni impercettibili lo rendevano innocuo ed utilizzato da popoli di tutte le razze ed epoche per viaggiare nel tempo, senza che il proprietario ne avesse mai noia o consapevolezza.

Giorgio Secondavita Episodio 1 - Fine.

July 16, 2018 kroy

Giorgio Secondavita Episodio 2 - Distopia

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— Ehi, fermati, dai che non ti facciamo nulla!
Sui marciapiedi brillanti come marmo, merito degli ultimi ritrovati per un vicinato pulito e decoroso (le suole delle scarpe in gomma nano-igienizzante e la sanzione istantanea per le cacche dei cani. Questa consisteva nel materializzare le feci appena abbandonate direttamente in bocca al padrone maleducato), uno stormo di ragazzini urlanti su biciclette borchiate schiva i passanti e insegue con insistenza un'altra bicicletta.
— Se ti prendiamo sei finito! Ahahah!
Il ragazzo che fugge è sudato e ansimante, nonostante la frescura che Marzo da alcuni giorni stava regalando: un gracile e spaventato quattordicenne con i capelli castano chiari, i primi segni di barba vicino alle basette e la cartella vicina al collasso per i libri di scuola , spedala come non mai per arrivare per tempo a scuola. È in ritardo, ma i bulli che lo inseguono stanno facendo il possibile, loro malgrado, per farlo arrivare in orario.

Uno di loro estrae dalla giacca in pelle una 44 Magnum colorata di rosa e lo mira alla schiena. Spara un colpo, emettendo un effetto sonoro da Atari 2600, e lo manca, lasciando sul marciapiede una gomma simile a una Big Babol. Quelle rosa all'uva, per intenderci.
Il gruppo di bici con in testa il giovane fuggitivo, svolta di novanta gradi lungo una curva percorrendo la strada priva di traffico o semafori. Gli unici rumori che si possono udire sono i versacci del gruppo di babbei e lo sferragliamento delle bici e delle borchie, oltre al grido umidamente soffocato di un padrone di uno yorkshire gigante che, distratto dalla bagarre, non si era fatto trovare pronto con paletta e sacchetto.
Un altro colpo dalla pistola rosa prova a raggiungere la bici del poveretto che scappa. Lo manca ancora, ma questa volta fa tempo a colpire una procace milf che porta in giro il suo cucciolo di T-Rex clonato: viene spinta indietro e grida dolorante, ma in un attimo prende fiato e grida: "Dannati mocciosi e le vostre pistole a vitamine, se vi prendo vi aizzo contro il mio Flintstone! È vero Flintstone? È vero pucci-pucci?" sviolina la signora inbellettata al suo dinosauro da passeggio, che in tutta risposta scorreggia indifferente.
Finalmente, la scuola!
Senza perdere in velocità, l'adolescente in fuga lancia la bici sugli smaterializzatori che provvedono a farla sparire in un lampo di luce, parcheggiandola in una non-dimensione Mengacci fino a nuovo richiamo, e si precipita all'ingresso, varcando la soglia dell'istituto scolastico. I bulli si fermano davanti al portone senza scendere dalle bici, impossibilitati a proseguire come un milardario che si trovi obbligato a fare una spesa alla Coop. Hanno tutti qualche anno di più della loro vittima e facce che li fan sembrare la prole di primo letto dei cattivoni classici di Kenshiro.
— Sì, sì, scappa. Tanto poi ti aspettiamo fuori, vigliacco!

La campanella suona segnalando l'inizio della prima ora. Correndo il giovane percorre il corridoio spoglio e asettico e schiva gli ultimi alunni che come lui stanno rischiando una nota. O peggio. Una nota sul registro. O peggio ancora. Una dose di libri di testo extra.
La porta della classe è ancora aperta, il ragazzino si introduce con fare furtivo ma veloce e in un attimo è dentro. Il prof non è ancora arrivato, per sua fortuna. Chi in piedi, chi già al proprio banco, la classe è al completo.
Andando di corsa al proprio posto, il teenager lancia un'occhiata furtiva all'angolo opposto dell'aula. Appoggia la pesante cartella criminale e, deretano sulla sedia, la vede. Silea Negri.
La più bella della classe. Secondo lui, almeno.
I due incrociano i loro sguardi per una frazione di secondo e un lieve e quasi impercettibile sorriso di lei si tramuta in freddezza, quando si accorge di essere osservata dalla vicina di banco, con cui comincia subito a chiacchierare ridendo.
Un effetto sonoro tipo Galaga introduce l'ingresso dell'insegnante nell'aula.
— Buondì a tutti. Immediatamente, collocati saldamente alle vostre postazioni! — dice il professore di preistoria pre-risveglio — Non indugiamo che il tempo prosegue imperterrito.
Una pistola fumante color lillà, simile a quella usata dal bullo durante l'inseguimento, fuma ancora in mano al professore. Una Big Babol rotola per terra.

(Quando i governi mondiali dovettero dare una risposta ai sempre crescenti interessi dell'industria delle armi, accettarono che l'uso di armi da sparo diventasse di uso comune, comunissimo, anche tra i giovanissimi. Un compromesso ritenuto da ambo le parti accettabile fu di fornire le armi di proiettili non letali composti interamente da vitamine. I benpensanti si dissero: "Se proprio bisogna sparare, che almeno lo si faccia pensando alla salute. Non si potrebbe avere qualche effetto sonoro vintage, magari?". Nonostante questa stramba soluzione —i proiettili venivano assorbiti all'istante dalla pelle senza lasciare ferite— erano armi con alto potere di arresto e qualche volta ci scappava il morto se uno non mirava bene. Inoltre facevano un dolore porco. Inutile dire che il Ministero del Tutto con delega all'Istruzione le adorava e, anzi, le incentivava tra gli insegnanti).

— Diamo inizio all'appello: Alberta Aiazzone.
— Presente!
— Arturo Nintendo.
— Presente!
Come già accennato, i cognomi erano un retaggio dell'epoca pre-risveglio e nessuno ricordava più la loro origine. Un groviglio confuso di informazioni alla rinfusa e senza passato.
Il nostro ragazzo vaga col pensiero verso altri lidi, come capita sempre nei momenti meno interessanti.
La mamma gli aveva mandato una chiamata-mente durante la fuga in bici. Diceva che era stato recapitato un pacco per lui. Non aveva ordinato nulla da Amazin' o da E-bye. Chissà se quei farabutti che lo inseguivano erano ancora là ad aspettarlo. Ci mancavano loro. La quarta ora quella di Terrapiattismo interroga e lui non aveva nemmeno...

— Giorgio Secondavita.

I castelli tra le nuvole di Giorgio cadono come castelli tra le nuvole.
— Signor Secondavita, è ancorato alla nostra realtà o ha deciso senza rimpianto alcuno di farci irrimediabilmente smarrire ulteriori preziosi minuti?
La cantilena prolissa lo riporta alla realtà. È proprio un rompipalle, questo.
— S-si, presente, mi scusi prof.
— Umpf.
L'appello prosegue senza intoppi ripartendo da Intima Carinzia per finire qualche secondo dopo con Zorro Wurstel.
La lezione inizia, ma Giorgio è perennemente altrove coi pensieri. Ricorda di essere ripartito d'accapo dai laboratori di Kentuckyfriedkitchen, ma i dettagli della sua vecchia vita, man mano che passa il tempo, perdono di intensità e, fatto ben strano che non aveva previsto al momento di tornare indietro, anche sapendo come evitare un errore fatto in passato, qualcosa, qualcuno dentro di lui, gli fa ripetere lo stesso errore o gli procura guai peggiori. Si sentiva spesso, in quei casi, come un giocatore di poker che dopo essere finito al verde, si rifugiava nella sua autoconsolatoria, inguaribile, eroica propensione ai piaceri del rischio.
Il professor Mastrolindo (questo il nome del logorroico insegnante di preistoria pre-risveglio) viene interrotto proprio durante un flusso di parole potenzialmente letale che stava per addormentare tutta la prima fila di banchi.
— .. ed è proprio allora che l'umanità... Scusatemi un attimo.
Il professore sbatte le ciglia, leggendo una chiamata-mente appena ricevuta.
— Una richiesta del preside. Giorgio Secondavita convocato in segreteria.
"Sicuramente una rottura di scatole in arrivo". Giorgio adorava le lezioni di preistoria pre-risveglio tanto quanto detestava il prof. Mastrolindo, ma quel giorno si sentiva talmente distratto da non riuscire a seguire nulla.
— Subito, professore — risponde Giorgio, fingendo dispiacere per l'imprevisto che gli avrebbe concesso qualche minuto fuori dall'aula.
Fatto strano, Giorgio avrebbe potuto giurare e spergiurare, per quanto sia impossibile ricordare ogni cosa successa tanto tempo prima, di non aver mai visitato la segreteria, quella mattina di Marzo.
Con rinnovata spregiudicatezza, alzando tra sé le spalle, si dirige verso la segreteria. Dell'esperienza, della furbizia e della diffidenza cauta che lo caratterizzava da anziano, Giorgio dovette presto accettare di non sapere più che farsene, come vestiti che non gli entravano più.

Giorgio Secondavita Episodio 2 - Fine.

July 16, 2018 kroy

Giorgio Secondavita Episodio 3 - Rotowash e ParaFlu

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Arrivato senza fretta al corridoio della segreteria, Giorgio vede uscire dalla porta due omoni alti e robusti, in completo e occhiali neri. Chissà chi sono. Aspetta che si dileguino del tutto e ormai curioso come un gatto sotto acido, si decide ad entrare.
Il preside sta confabulando con due ospiti e non appena Giorgio entra, tutti taciono e lo fissano all'unisono. Gli omoni sono uguali identici ai due figuri che avevano lasciato l'ufficio qualche secondo prima. Ma questo non è possibile, deve trattarsi di una somiglianza. O un'allucinazione.
La segreteria era un piccolo ufficio quadrato con le pareti bardate dagli stemmi delle squadre di nascondino della scuola (nascondino era diventato uno sport olimpico e l'istituto Gluck, la scuola di Giorgio, aveva i suoi campioni e le sue tradizioni), le foto dei presidi precedenti e quella immancabile di Rodolfo Annuari, oltre ad altre in cui qualcuno stringeva la mano a qualcun altro sorridendo e facendo intendere l'importanza storica del momento immortalato.
— Buongiorno Giorgio — dice pacatamente il preside — accomodati pure. Ti ho fatto chiamare perché questi signori del Ministero del Tutto hanno bisogno del tuo aiuto.
— Il mio aiuto? Per cosa?
— Piacere, signor Secondavita — si presenta uno dei due uomini in nero — sono l'agente Rotowash e lui è l'agente ParaFlu.
Rotowash era muscoloso, di pelle nera e sembrava un buttafuori di una discoteca di Riccione, senza però condividerne la grazia e la gentilezza. ParaFlu era più anziano, bianco e con le guance sfegiate da cicatrici, ma abbellite dal fondotinta. Entrambi avevano l'espressione imperscrutabile di chi indossa occhiali scuri per spiare senza generare sospetti le minigonne in metropolitana.
— Siamo qua per accertarci che lei possieda un oggetto molto prezioso per il Ministero. Ha per caso presente di cosa parliamo?
— ... parliamo? — gli fa eco ParaFlu.
A Giorgio viene in mente il pacco di cui parlava la mamma.
— Nossignore, non ho presente.
— Capisco — sorride l'agente, visibilmente poco persuaso dalla risposta del ragazzo — Posso fare affidamento sulla sua collaborazione in caso venga in contatto con questo oggetto?
— ... oggetto? — ripete ParaFlu.
— Sicuro ("Come no"), e di che oggetto stiamo parlando, se posso, signore?
— Per ragioni di sicurezza internazionale non posso esporla a queste informazioni, mi spiace; le posso però dire che lo riconoscerebbe sicuramente e che appartiene a una persona che glielo ha lasciato, ma per lei è inutile e pericoloso, se ha voglia di fidarsi di un amico.
— Sarebbe lei l'amico? — risponde Giorgio abbandonando il basso profilo tenuto finora.
— Giorgio Secondavita — lo intima con rigore il preside — le ricordo che siamo tenuti tutti a collaborare con la legge. La prego di offrire spontaneamente il suo aiuto ai nostri ospiti.
A un'analisi più attenta il preside aveva le dita e un angolo della bocca sporche di cioccolato. Una scatola di Baci Perugina faceva capolino da sotto la scrivania del preside. L'avevano corrotto.
Da qualche attimo, nella mente di Giorgio stava prendendo forma un ricordo, una sensazione di qualcosa di incompiuto; come quando cercava di ricordare un sogno appena sveglio. Aveva solo bisogno di stare un po' da solo, concentrarsi, ma quel terzo grado tirava per le lunghe. Doveva fare buon viso a cattivo gioco, perché non aveva mai vissuto questa scena nella vita precedente e non aveva idea di quali sarebbero stati gli esiti.
— D'accordo, signore. Mi si presentasse l'occasione, rimarrei a disposizione. Come faccio a contattarla?
— Le ho lasciato in memoria il mio numero, in caso volesse farmi una chiamata-mente.
— ... mente.
Giorgio sbatte le palpebre e verifica il nuovo indirizzo nel mind-cloud.
— ... mi chiamo Agente Rot...
— Agente Rotowash, sì, e lui è l'agente ParaFlu, ho capito.
— Lei è un bravo ragazzo, Secondavita.
Un dejavu fortissimo. Una serie di emozioni dimenticate, che prendono senso e forma saccheggiando lettere dalla busta di Scrabble dell'etere.
"Lei è un brav'uomo... Lei è un brav'uomo, Secondavita... Brav'uomo...".
Il dottor... Kentuckyfriedkitchen aveva pronunciato quella frase?
Possibile che c'entrassero il dottor KFK e l'agenzia Seconda Vita, con cui condivideva l'appellativo e che lo aveva aiutato a tornare —e rivivere— nel passato? Che oggetto cercavano i due gorilla? Lavoravano davvero per il Ministero?
I due agenti con passo coordinato lasciano l'ufficio del preside senza aggiungere una parola. Quest'ultimo, desideroso di continuare ad abbuffarsi, congeda Giorgio con un gesto della mano più eloquente che educato.
Turbato dalle novità come un cane dalle sue scorreggie, Giorgio si allontana chiudendosi la porta alle spalle, stupito di essere stato lasciato andare. Forse si era preoccupato eccessivamente.
Un'ultima occhiata alle sue spalle gli gela il sangue: Rotowash e ParaFlu, che avrebbe giurato di aver visto uscire coi suoi occhi, entrano in segreteria con una confezione maxi di Baci Perugina ancora intonsa sotto il braccio.
— Cosa cavolo succede, oggi — mormora fra sé il nostro protagonista.

La giornata per Giorgio procede normalmente, senza altri traumi. Né l'indifferenza di Silea né l'interrogazione di Terrapiattismo (che da quell'anno scolastico sostituiva quella di religione, carpendone l'essenza e gli scopi), erano riusciti a turbare il resto della mattinata che si era rivelata invece carica di ricordi tranquillizzanti.
Finita la quinta ora di lezione, gli studenti al suono della campanella lasciano l'edificio non intrecciandosi, per comodità dell'autore, con la trama principale.
Giorgio attende che quasi tutti siano usciti e si affaccia guardingo dal portone: i teppisti con le bici lo attendono all'angolo, rompendo l'attesa con furti ai danni dei bimbi dell'asilo nido e facendo brillare formicai con interi pacchi di mini-ciccioli.
Anche i due agenti Rotowash e ParaFlu sono appostati poco più avanti, malamente e poco astutamente mimetizzati dietro un distributore di preservativi.
— Qui si mette male, molto male...
.

Giorgio Secondavita Episodio 3 - Fine.
Episodio 4 coming soon.